Signori, in carrozza. Si riparte!

da | 23 Apr 2020 | in evidenza, opinioni | 0 commenti

Era l’ordine che un tempo il capotreno gridava ai passeggeri. Signori, in carrozza! E il treno cominciava a soffiare vapore e a muoversi. E il viaggio iniziava verso la destinazione.

Signori, in carrozza. Si riparte! ci dicono ora politici e grandi manager delle moderne task force. Ma sia i passeggeri sia i capotreno non sanno bene dove stanno andando. Qualche viaggiatore prova a farlo notare, ma la voce di questi si perde in mezzo a una folla eccitata ma pigra, seduta sul treno che non sa dove andare. Quella folla, sempre pronta a farsi portare dove il conducente decide. Non a caso, sia la parola italiana Duce sia la parola tedesca Führer, significano conDUCEnte.

Signori, in carrozza. Si riparte! Il vaccino è dietro l’angolo, ci hanno già detto in molti sui mezzi di propaganda. Ora lo scetticismo iniziale di quei pochi che ancora riescono a usare lo spazio che c’è tra le orecchie è supportato sia dalla scienza, quella pura, non al servizio del profitto sia da alcune voci di realismo all’interno di Big Pharma.

“Non è scontato sviluppare un vaccino sicuro ed efficace contro ogni virus. Alcuni virus sono molto, molto difficili quando si tratta dello sviluppo del vaccino (…)” ci ha ricordato David Nabarro, professore di salute globale all’Imperial College di Londra, inviato per l’Organizzazione mondiale della sanità sul Covid-19 e uno dei massimi esperti mondiali su questa pandemia.

Anche alcuni manager di alcune multinazionali farmaceutiche hanno messo in guardia contro annunci sensazionalistici che hanno addirittura annunciato nei giorni passati il mese esatto entro il quale il vaccino sarà disponibile.

“Tali commenti fanno sì che avere un vaccino e averne uno in questo lasso di tempo sembri una conclusione scontata. Una conclusione del genere distorce quindi le decisioni e le aspettative di politici, investitori e produttori”, ha dichiarato Geoffrey Porges di SVB Leerink. Gli fa eco Severin Schwan, CEO di Roche, “Normalmente ci vogliono molti anni per sviluppare un vaccino. Quindi parlare di 12 o 18 mesi mi sembra un tempo davvero ambizioso”.

Ma intanto le multinazionali farmaceutiche mandano i loro comunicati stampa sensazionalistici alla “libera stampa”, la quale costruisce sensazionalisticamente articoli e servizi tv per i TG copiando da quei comunicati stampa sensazionalistici, a volte parola per parola. E le azioni di quelle multinazionali salgono in borsa. Sono poi le stesse multinazionali farmaceutiche che piazzano pubblicità per i loro prodotti su quegli stessi giornali e televisioni. Una situazione win-win come dicono in inglese. Vincono tutti. Vincono le multinazionali farmaceutiche. E vincono gli editori di giornali e televisioni. A spese del popolo bue, naturalmente. Ma questo è un assioma dell’etica del profitto.

Signori, in carrozza. Si riparte! E non importa che esperti e modelli matematici dicano che riaprire ora significa (negli Stati Uniti ma vale anche per l’Europa e per l’Italia) mandare milioni di esseri umani al macello. Non importa che su questo virus si conosca ancora pochissimo (e molto si vuole però nascondere, se dobbiamo credere a un Nobel per la medicina) e che ogni giorno affiorino nuove scoperte. Ieri per esempio è stato reso noto negli Stati Uniti che “il nuovo coronavirus sembra causare ictus improvvisi negli adulti sani di 30 e 40 anni”.

Non importa che esperti di fama, virologi ed epidemiologi seri di tutto il mondo così come l’OMS continuino a dire che siamo solo agli inizi di questa pandemia e che il peggio deve ancora arrivare. Nulla può fermare i conDUCEnti, in Italia come in altri paesi. Signori, in carrozza. Si riparte! E che Dio ci aiuti!

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