Quant’è buono l’uomo bianco

da | 13 Mag 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

Silvia Romano, la giovane cooperante italiana rapita in Kenya nel novembre 2018, è finalmente tornata a casa dalla sua famiglia. Bentornata! Chi salva una vita, salva l’Umanità intera ma invece di celebrare, l’infinita stupidità umana, amplificata dagli anti-social media e dalle tecnologie digitali, ci offre uno spettacolo raccapricciante. Una massa di esseri umani incoscienti ringhia e sbava come tanti cani rabbiosi; la mente egoica in azione. L’ego individuale viene amplificato da quelle nuove tecnologie digitali, sprigionando un’energia che si carica di dolore di tanti esseri umani. Ecco l’ego collettivo, che come e più di quello individuale, assume vita propria. 

Non sarebbe stato difficile prevenire questo spettacolo ripugnante. Ma le autorità italiane, a cominciare dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, hanno voluto sfruttare la situazione per farsi pubblicità e hanno gettato la malcapitata in pasto ai fotografi dei giornali, alle videocamere delle TV e ai giornalisti, in un Colosseo tecnologico a uso e consumo del popolo bue, sempre affamato di panem et circenses. L’ipocrisia diventa poi davvero stucchevole quando i pagliacci e i domatori di leoni si ergono a moralisti per condannare le masse che un minuto prima avevano chiamato a raccolta. 

Ma lasciamo Silvia Romano all’amore della sua famiglia e lasciamo i cani rabbiosi, i pagliacci e i domatori di leoni al loro spregevole circo. È tempo per qualche considerazione più alta. 

L’universo delle organizzazioni non governative in giro per il mondo è così ampio, affollato e disomogeneo che non è possibile scriverne e commentare in termini generali. Ci sono organizzazioni non governative e organizzazioni non governative. Molte fanno un ottimo lavoro in condizioni difficili, il lavoro di altre è meno buono e di altre ancora meglio non parlarne. Si chiamano organizzazioni non governative ma i collegamenti coi governi non solo c’è quasi sempre ma quei collegamenti non sono sempre chiari e trasparenti. Comunque sia, ci sono milioni di esseri umani che aiutano milioni di esseri umani e per la maggior parte, la motivazione è la compassione, cioè l’empatia con chi soffre unita alla volontà di fare qualcosa per alleviare quella sofferenza.

E tuttavia, il quadro complessivo che ne viene fuori è quello di cittadini per lo più bianchi e provenienti dai paesi ricchi che si recano nei paesi per lo più poveri per aiutare persone per lo più dalla pelle scura.

Una volta c’erano solo i missionari, che andavano a convertire chi – poveri loro! – non avevano ancora avuto la lieta novella dei Vangeli. Con il pretesto di aiutare i più sfortunati, i missionari hanno convertito paesi e continenti interi, portando in quei paesi principi, valori e leggi estranei e a volte contrastanti ai principi, ai valori e alle leggi del posto che in molti casi sono andati via via scomparendo. Un genocidio di culture e Tradizioni che spesso e volentieri veniva affiancato dal genocidio di esseri umani in carne ed ossa. Basta pensare ai Popoli pre-colombiani nel vasto continente americano, quello che i bianchi europei ancora pensano, scrivono e insegnano ai ragazzi nelle scuole, fu scoperto dal navigatore genovese. Basta pensare alla lunga e ingloriosa storia dei missionari in Africa, un continente saccheggiato di ogni ben di Dio, compresi gli esseri umani ridotti in schiavitù per fare arricchire l’uomo bianco nelle Americhe e in Europa. Stessa storia in molti paesi dell’Asia.

Gli effetti delle conquiste coloniali nei secoli hanno provocato guerre, carestie, genocidi. Sempre coi missionari e la croce della salvezza al seguito.

Oggi, ahimè, non è poi così diverso. Ci sono ancora i missionari, sia cattolici sia evangelici che, con la Bibbia a tracolla, continuano la lunga tradizione in molti paesi del cosiddetto Sud del Mondo. E ci sono i missionari laici, quell’universo di organizzazioni non governative che, con il pretesto di fare il bene, oggi esportano ancora valori, principi e leggi dell’uomo bianco, sempre nei paesi del cosiddetto Sud del Mondo. Quei paesi che continuano ad essere saccheggiati dai governi e dalle élite dei paesi ricchi, quei paesi da cui i volontari e le organizzazioni non governative provengono. Un universo di organizzazioni non governative che, con rarissime e meravigliose eccezioni, offrono una foglia di fico all’imperialismo e al neocolonialismo occidentali. Ma quant’è buono l’uomo bianco!

Immagine: © The Trustees of the British Museum, “The Cruel Treatment of the Slaves in the West Indies”

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