Osho: Una Continua Ribellione

da | 21 Mag 2020 | in evidenza, suggerimenti | 0 commenti

Osho, Qual è la tua nozione di ribellione e di ribelle?  

La mia nozione del ribelle e della ribellione è molto semplice: ribelle è colui che non vive come un robot condizionato dal passato.

Religione, società, cultura… tutto ciò che appartiene al passato non interferisce in alcun modo con la sua maniera di vivere, col suo stile di vita. Il ribelle vive come individuo – non come la rotella di un ingranaggio, bensì come un’unità organica. La sua vita non viene decisa da nient’altro se non dalla sua intelligenza. L’intrinseca fragranza della sua vita è quella della libertà – e non solo vive in libertà, ma lascia che ciascuno viva nella libertà. Non permette a nessuno di interferire nella sua vita, né interferisce nella vita di alcuno. Per lui la vita è così sacra – la libertà è il suo supremo valore – che può sacrificarle qualunque cosa: rispettabilità, stato sociale, e persino la vita stessa. La libertà è per lui ciò che dio era in passato per i cosiddetti religiosi. La libertà è il suo dio.  

Gli uomini hanno vissuto per secoli come pecore, elementi di una massa, seguendone le tradizioni, le convenzioni – seguendo vecchie scritture e vecchie discipline. Ma quel modo di vivere era contro l’individualità: se sei un cristiano non puoi essere un individuo; se sei un hindu non puoi essere un individuo.  

Il ribelle è uno che vive in totale armonia con la sua luce, ed è disposto a rischiare tutto a favore del supremo valore della libertà. Il ribelle è un individuo contemporaneo, le folle non lo sono.  

Gli hindu credono in scritture che risalgono a cinquemila, o anche diecimila anni fa. Lo stesso si verifica con le altre religioni, i morti dominano sui vivi.  Il ribelle si ribella ai morti, e prende la vita nelle sue mani. Non ha paura di essere solo, al contrario, gioisce della sua solitudine come uno dei tesori più preziosi. La folla ti dà sicurezza, salvezza – al costo della tua anima. Ti rende schiavo. Ti dice come devi vivere: cosa fare, cosa non fare. In ogni parte del mondo, tutte le religioni vi hanno propinato qualcosa tipo i dieci comandamenti – e sono stati dati da persone che non avevano alcuna idea di come si sarebbe evoluto il futuro, di come si sarebbe evoluta la consapevolezza umana. È come se un bambino si mettesse a scrivere la storia della tua vita, senza sapere cos’è la gioventù, senza sapere cosa vuol dire diventare vecchi, senza sapere minimamente cos’è la morte. Tutte le religioni sono primitive, rozze, e sono queste che hanno dato forma alla tua vita. È naturale che il mondo intero sia pieno di infelicità: non ti è permesso essere te stesso.  

Ogni cultura vuole che tu sia soltanto una copia perfetta e mai il tuo volto originale.

Continua a leggere…

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code