Omofobia: Perché l’omosessuale fa ancora paura

da | 17 Mag 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

Le autorità scolastiche turche hanno ordinato agli insegnanti di non far disegnare gli arcobaleni agli studenti, come accade in molti paesi, in supporto del personale sanitario e come simbolo di speranza per sconfiggere la pandemia da coronavirus. Gli arcobaleni, hanno detto le autorità turche, fanno parte di un piano per far diventare i ragazzi gay. Sempre in Turchia, durante una preghiera per il Ramadan, il capo del Diyanet, l’istituzione suprema per gli affari religiosi turchi, ha detto che i gay “diffondono malattie”

Negli Stati Uniti, i fondamentalisti cristiani hanno aggiunto la pandemia di Covid-19 alla lista delle punizioni divine contro una società troppo tollerante verso i gay. Uragani, terremoti, inondazioni, attacchi terroristici e ora il coronavirus sono tutti segni dell’“amore di Dio” e dell’“urgenza di pentirsi perché la Bibbia insegna che gli omosessuali perdono la loro anima e Dio distrugge le società” che tollerano i gay. 

Sorrisi divertiti e risate di commiserazione non dovrebbero far dimenticare che la destra fondamentalista cristiana è al governo negli Stati Uniti, con il vice presidente Mike Pence e il segretario di stato, Mike Pompeo. Quanto alla Turchia, il Diyanet è un’istituzione ufficiale dello stato turco che ha assunto ampi poteri, sia in Turchia sia all’estero, da quando Erdogan e il suo partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) sono andati al potere nel 2002. E abbiamo già scritto di Papa Ratzinger, che invoca l’Anti Cristo contro gay e aborto

Le Nazioni Unite hanno già messo in guardia contro l’ondata d’intolleranza e odio in molti paesi, dove si è usata la pandemia da coronavirus per reprimere le libertà individuali e i diritti umani di molti gruppi. Tra questi gruppi, come sempre, le comunità LGBT+ sono tra quelle più colpite.

Nel mondo, oggi ci sono ancora 73 paesi dove l’omosessualità è illegale e punita con il carcere. In 12 di questi paesi, è prevista la pena di morte. Negli ultimi vent’anni, mentre in molti paesi i diritti umani per i cittadini omosessuali venivano riconosciuti dopo lotte decennali contro le discriminazioni, altri paesi hanno inasprito le leggi d’odio e discriminazione. In particolare, in Russia, in Turchia, in molti paesi africani e in alcuni paesi del Sud Est asiatico, le religioni dell’odio e le menzogne sulle tradizioni autoctone sono servite a politici e despoti corrotti per far avanzare la loro agenda liberticida, conquistare il potere e distrarre l’opinione pubblica dalle nefandezze dei loro regimi. 

Fiumi di denaro scorrono dagli Stati Uniti alle Chiese Evangeliche in Africa e Sud America e dai paesi del Golfo a moschee e centri islamici in Africa e Sud Est asiatico (e anche in Europa). Questa montagna di soldi aiuta la diffusione delle forme più intolleranti e fondamentaliste di queste due religioni monoteistiche e con la scusa della libertà di culto, l’odio contro gli omosessuali dilaga. 

Il gay, demonizzato da secoli, continua ancora oggi ad essere il perfetto capro espiatorio, soprattutto quando le popolazioni soffrono d’ignoranza e povertà. E non solo in quei paesi. 

Sempre negli ultimi anni, anche nella relativamente tollerante Europa, sono aumentati i paesi dove l’omofobia è diventato uno dei cavalli di battaglia che ha permesso a molti partiti di conquistare il potere, come in Polonia e in Ungheria e di mietere consensi. In Italia, Salvini della Lega e Meloni di Fratelli d’Italia, si muovono in questa tradizione. Dio, Patria e Famiglia, quella di stampo patriarcale. 

Ma l’omofobia e l’odio per il diverso nella storia ha accomunato le ideologie e i regimi liberticidi di destra e di sinistra in egual misura. Nei campi di concentramento nazisti, gli omosessuali avevano un triangolo rosa al petto. Erano gli ultimi tra gli ultimi, nella folle gerarchia della morte. Caduto il Nazismo, il maledetto Paragrafo 175, la norma del codice penale tedesco che rendeva illegale l’omosessualità, continuò a mandare in galera gli omosessuali e bisognò attendere il 1993 per la sua completa eliminazione dall’ordinamento giuridico tedesco. 

Dal Nazismo al Comunismo, ecco i campi di concentramento e rieducazione per gli omosessuali nell’Unione Sovietica e a Cuba. E mentre la destra giustificava la persecuzione degli omosessuali con la morale cristiana e l’ordine patriarcale, la sinistra, anche in Italia, condannava l’omosessualità come una degenerazione borghese che bisognava estirpare dalla società. Gli intellettuali di sinistra, anche in Italia, sono stati nel Dopoguerra tanto omofobi quanto i loro colleghi di destra. Il Partito Comunista Italiano espulse Pier Paolo Pasolini e i registi del Neorealismo nei loro film caratterizzarono l’omosessuale come un degenerato borghese, un conformista e quando dovevano insistere sulla cattiveria di un personaggio fascista o nazista, quel personaggio era quasi sempre omosessuale. L’omofobia della sinistra italiana nella storia anche recente, è una delle maggiori cause per cui l’emancipazione del movimento LGBT+ italiano è stata lenta, sofferta e non è ancora riuscita a cambiare l’attitudine della popolazione.         

Dalla storia alla cronaca, l’odio contro il diverso continua a crescere.

Gli attacchi, gratuiti e selvaggi, spesso mortali, contro gay, lesbiche e transessuali sono all’ordine del giorno, anche nella “civile” Europa. Il bullismo omofobo inizia già nelle scuole elementari, dove i bambini riversano sul diverso la violenza e l’ignoranza assorbita in famiglia. Internet è diventato il luogo dove moltitudini di esseri umani incoscienti danno sfogo alla propria rabbia cieca e violenta e il “frocio”, il “recchione”, il “rottinculo”, la “lesbica di merda” diventano la bandiera dietro la quale si raccolgono masse inferocite in una caccia alle streghe digitale. 

L’odio per l’omosessuale è antico, atavico, nascosto nell’inconscio dei secoli, tramandato di padre in figlio, giustificato dalla tradizione delle religioni dell’odio, dalla cultura e dalla superstizione popolare. Nella storia, l’omosessuale è stato additato, condannato, torturato e messo al rogo per secoli. La storia delle religioni dell’odio è un lungo bagno di sangue contro il diverso e l’omosessuale è il diverso per antonomasia. Questi secoli d’intolleranza e di sangue hanno lasciato il segno nella psiche collettiva. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tolto l’omosessualità dai disturbi mentali solo nel 1992 e ci sono ancora, anche nei paesi occidentali, medici, psichiatri e psicologi che continuano a insistere che dall’omosessualità si può “guarire”. E allora si cercano le cause dell’omosessualità, perché la “normalità” dev’essere imposta, se non per legge o con il rogo, almeno con l’aiuto dello psicanalista. Perché tutto quello che non è “normale”, dev’essere “curato”. 

La scuola è il campo di battaglia favorito dei fondamentalisti di tutti i credo e di tutti i colori. Anche nella patria della cosiddetta democrazia liberale.  

Nel Regno Unito, il governo, dopo tentennamenti e marcie indietro per non offendere la “sensibilità” religiosa di alcuni gruppi, si è finalmente deciso ad introdurre nelle scuole l’insegnamento ai bambini e ai ragazzi che la famiglia può essere composta da un uomo e una donna, da due uomini o da due donne. Non si tratta di educazione sessuale, semplicemente di introdurre già nelle scuole il messaggio di tolleranza e pacifica convivenza. È stato adottato un testo, scritto da un insegnante gay musulmano con una lunga carriera nel lavoro per eradicare l’omofobia e diffondere il messaggio della tolleranza. Il testo e l’insegnamento sono stati approvati dagli organi nazionali preposti al controllo della didattica nelle scuole. Subito, alcuni membri della comunità musulmana sono insorti, hanno organizzato in varie città dimostrazioni davanti alle scuole, dove, specialmente a Birmingham, gli insegnanti si sono sentiti minacciati e hanno dovuto chiedere l’intervento delle autorità di polizia mentre il governo ha cercato di non “offendere” la “sensibilità” dei dimostranti, che distribuivano materiale omofobo e violento davanti a quelle scuole. Alcune scuole sono state costrette a sospendere l’insegnamento della tolleranza. Le manifestazioni davanti alle scuole sono continuate e si è dovuto ricorrere ai tribunali, il governo di Londra paralizzato e intimorito da calcoli elettorali. 

Le Nazioni Uniti, a parte qualche blanda dichiarazione a sostegno della tolleranza e del rispetto dei diritti umani, non riesce a far progredire il dibattito sulla fine delle discriminazioni sessuali in molti paesi. Le forze politiche reazionarie parlano spesso di “lobby gay” ma la vera lobby che non si riesce a sconfiggere è quella omofoba. Una lobby che non conosce confini, sempre pronta a unirsi per difendere la superstizione, l’ignoranza e la violenza camuffate da “libertà di culto e rispetto delle tradizioni”. Lo spettacolo diventa tragicomico quando, per esempio, i capi religiosi cristiani, ebrei e islamici – normalmente divisi su tutto – danno prova di grande unità e solidarietà ogni volta si tratta di opporre il Gay Pride a Gerusalemme. 

Così milioni di esseri umani nel mondo continuano ad essere abusati, maltrattati, oggetto di ricatti ed estorsioni, seviziati, linciati per strada, arrestati e condannati a morte. In Africa, Il Nobel per la Pace (meritato, una volta tanto), l’arcivescovo Desmond Tutu, è uno dei pochi che da anni si batte contro l’omofobia e la violenza contro la comunità LGBT+. Qualche anno fa, Tutu ha provocatoriamente dichiarato, “Rifiuterei di andare in un paradiso omofobo. No, scusate, preferirei di gran lunga andare nell’altro posto”. 

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