Omaggio alla Palestina

da | 20 Mag 2020 | in evidenza, opinioni | 0 commenti

Sfortunatamente è molto raro trovare sulla stampa occidentale, compresa quella italiana, una narrativa decente ed obiettiva sul conflitto mediorientale. Una parte è sempre nel giusto, l’“unica democrazia nella regione”, l’altra parte viene descritta invariabilmente come quella responsabile per le violenze che durano ormai da più di 70 anni.  

Qualsiasi critica alle politiche di occupazione e all’ideologia etno-nazionalistica di un regime che illegalmente possiede armi nucleari contro i trattati internazionali, viene vista come peccato capitale. E allora, l’occupazione illegale e le colonie vengono descritte come “insediamenti” e il lettore si perde in un gran muro di nebbia anche grazie a quella che con un eufemismo viene chiamata Hasbara

Gli Stati Uniti sono i veri responsabili per le atroci sofferenze in questa regione del mondo, Israele è l’alleato a cui è permesso qualsiasi abominio e la lobby israeliana in America è potente e senza scrupoli. La gogna e la morte civile sono la punizione per chi critica questo Moloch moderno a cui tutti i governi americani degli ultimi cinquant’anni si sono piegati.

L’attuale psicopatico della Casa Bianca ha soltanto tolto la maschera ipocrita allo status quo, aggiungendoci un twist ideologico e familistico. La strategia di Trump in Medioriente è guidata dal marito della figlia, Jared Corey Kushner, un ebreo ortodosso con molti interessi economici opachi anche in quella regione e dai fondamentalisti cristiani della setta evangelica a cui appartengono sia il vice presidente, Mike Pence sia il segretario di Stato, Mike Pompeo. Questi protestanti evangelici americani sono tra i più ardenti sostenitori delle politiche sioniste americane, tanto che si identificano nell’ideologia che viene chiamata Sionismo cristiano.  

L’Unione europea, o meglio, le sue élite, sono economicamente ricattate dagli Stati Uniti, moralmente schiacciate dai sensi di colpa per i nefandi crimini del Nazi-fascismo contro i cittadini europei di religione ebraica (che sono potuti accadere solo a causa dell’odioso antisemitismo che per secoli è stato endemico nella cultura e nella tradizione cristiana europea) e ideologicamente schiave della narrativa che vuole “la sola democrazia della regione” vittima di quelli che continuano ad essere descritti come “selvaggi violenti”, cioè i palestinesi, che dopo più di settant’anni ancora non si piegano all’occupazione e alla colonizzazione della loro terra. 

Le colonie sono illegali, ce lo dice il diritto internazionale. Punto. Ma a Israele del diritto internazionale non è mai interessato nulla e la sua politica arrogante e criminale di annessione dei territori palestinesi è possibile solo grazie all’appoggio degli Stati Uniti e alla propaganda che, come un cancro, occupa ogni angolo pubblico di discussione su questi temi. La timida e paurosa UE potrebbe fare assai di più in Medioriente ma appena qualcuno critica la politica dei governi israeliani, arrivano gli insulti e le offese e si invoca la Storia e si taccia chi critica dei peggior mali. 

Molti accusano Israele di apartheid contro la popolazione palestinese. Non sono d’accordo. La realtà in quella regione è assai più vicina a cosa accadde alle popolazioni precolombiane nel nuovo continente. Genocidio.  

P.S. Leggi anche Hasbara e Chutzpah. La propaganda israeliana sui mezzi d’informazione italiani

P.P.S. Un’ottima lettura, dal sito di Paolo Barnard: COME ‘ASFALTARE’ CHI DIFENDE ISRAELE CON 10 AUTOREVOLI RISPOSTE.

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