Meditazione maggese: La mente che mente

da | 5 Mag 2020 | in evidenza, meditazioni | 0 commenti

Mentire è morire

Le bugie. Piccole e grandi, innocenti e maliziose, bianche e nere. C’è chi le dice per ingannare, chi per non litigare. Chi le dice in famiglia, chi all’amico e chi allo specchio. C’è chi ci crede e chi fa finta, chi le accetta e chi le conta.

I bambini imparano già da piccoli a mentire. In famiglia, capiscono subito che per avere quel che vogliono devono frignare e mentire; per non essere puniti, mentire e frignare. E così l’ego, cioè l’ologramma che la mente costruisce, l’ “Io sono questo e quello”, cresce e si sviluppa. Il bambino vuole compiacere i genitori e poi gli insegnanti. Diventato adulto, è già un maestro nell’arte d’ingannare, sé stesso prima ancora che gli altri. 

Tutto quello che chiamiamo “personalità” altro non è che il deposito degli strumenti che si sono resi necessari nel corso degli anni, in famiglia, a scuola, al lavoro, nella società. Gli strumenti che servono all’ “Io sono questo e quello” in questo mondo, cioè in una società sempre più conformista e omologata, la cui forza di gravità è per la maggior parte degli esseri umani irresistibile. 

Dietro la facciata, dietro le menzogne, dietro le apparenze, dietro il conformismo, ecco le sofferenze, le psicosi, i drammi, l’infelicità, la depressione e una società via via più insana che ora sta minacciando, grazie al grande potere della tecnologia, la Vita stessa su questo pianeta.

La mente che mente 

La mente, il pensiero, costruisce la “realtà”; di noi stessi, degli altri, dell’ambiente in cui viviamo. La percezione, già parziale in sé (ognuno percepisce cose diverse in maniera differente) lascia il posto all’interpretazione. 

Ciò che è non viene più percepito ma interpretato, il presente non è più vissuto ma “capito” attraverso la mente egoica, cioè attraverso il passato, che chiamiamo conoscenza. Ciò che è viene sommerso da una “realtà” che infatti altro non è che la proiezione della mente egoica, del pensiero. Il passato, cioè la conoscenza, copre il presente. 

La Vita, che è solo qui e ora, smette di essere e l’essere umano, senza più essere, diventa un sonnambulo che sogna di vivere quando in realtà la “sua” coscienza si identifica completamente con la mente, cioè con i pensieri e le risposte del corpo a quei pensieri, che chiamiamo emozioni. La coscienza sonnambula, identificata con la mente, diventa incoscienza. Individuale e collettiva. 

L’essere umano, non più presente, non più essere, diventa schiavo della mente, che è una macchina; una macchina meravigliosa ma pur sempre macchina. Quella macchina ha bisogno del passato e del futuro, illusioni che la mente crea a proprio uso e consumo. E nasce l’ego, quest’ologramma che chiamiamo “Io sono questo e quello”. E nasce “la mia storia”. E insieme all’ego, alla mia storia, arriva la sofferenza.

Iniziano le incomprensioni; tra individui, tra gruppi, tra nazioni. La mente egoica produce sofferenza; individuale, dei gruppi, delle nazioni. Ecco le strutture della mente egoica; dalla famiglia, ancora impostata sul modello patriarcale, allo Stato, dalle religioni organizzate alle strutture economiche. Tutte proiezioni dell’ego, dell’identificazione della coscienza con la mente, cioè con pensieri ed emozioni. E come tutte le proiezioni dell’ego, instabili, impermanenti e causa di sofferenza. 

La meditazione. Cioè essere presente, essere qui e ora, la coscienza che non si identifica più con la mente, cioè con i pensieri e le emozioni. L’essere umano che volge l’attenzione sull’essere. La coscienza, individuale e collettiva, che si sveglia dal sonno dei secoli, cioè si stacca dalla mente e la osserva. La coscienza che scopre che non è la mente, che finalmente realizza che la mente, mente. Il risveglio, l’illuminazione di cui ci parlano i saggi. 

Non più conoscenza ma saggezza. Non più intelletto ma intelligenza. Non più “Io sono questo e quello”, non più “la mia storia” ma Io sono. L’essere, qui e ora. Non più una goccia d’acqua separata dall’oceano ma oceano nella goccia. Il raggio che non è separato dal sole. Non più piccole parti, frammenti separati dal tutto e quindi paura e violenza ma Tutto è uno. Quindi armonia. Non più dualità delle forme, non più nascita e morte, ma Vita, senza opposti. Amore, senza opposti. 

Non più la mente che mente ma la meditazione che ama. La Coscienza che realizza che l’essere umano partecipa dell’evoluzione della Coscienza su questo pianeta. La Coscienza che diventa consapevole di sé stessa. Qui e ora.

P.S. Leggi anche Meditazione maggese 2: L’atomizzazione della società contemporanea e il richiamo della Coscienza

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