Meditazione maggese 2: L’atomizzazione della società contemporanea e il richiamo della Coscienza

da | 6 Mag 2020 | in evidenza, meditazioni, opinioni | 0 commenti

Tutto è uno, ci dicono i saggi, da secoli. Oggi ce lo dice anche la scienza. La frammentazione di quello che chiamiamo “realtà”, infatti, non è altro che una finzione; la mente che segmenta quello che i sensi percepiscono per riuscire a interpretare il mondo là fuori. 

La mente che frammenta si crede, essa stessa, separata dal Tutto. E con la separazione, ecco la paura e sua figlia, la violenza. 

Questi meccanismi, riassunti sopra in estrema sintesi, si sono rafforzati nei secoli e ci hanno portato alla società contemporanea, l’apice di quello che, purtroppo senza ironia, chiamiamo la civiltà umana. Gli esseri umani vivono come atomi isolati dalla società, frammenti separati dal Tutto. 

Oggi, la società dei consumi è strutturata in modo che ogni inviduo perda la sua individualità per divenire frammento, parte isolata di una massa. La massa, non più popolo, può così essere manipolata a piacimento da parte di chi, conoscendo questi meccanismi psicologici e sociologici e avendone i mezzi, controlla quella massa per i propri fini particolari. Ecco la massa dei consumatori. Tutto è in vendita nella società dei consumi, dove l’unica etica è quella del profitto. Anche l’amore, la politica e la spiritualità sono stati sviliti e ridotti a merce, da vendere alla massa dei consumatori.

Negli ultimi decenni, con l’avvento violento delle tecnologie digitali, la trasformazione della specie umana in massa atomizzata di consumatori viene accelerata. Internet, i personal computer e poi i telefonini – che, ancora senza ironia, chiamiamo smart phones – hanno sempre di più isolato gli esseri umani e frammentato le nostre società. 

Invece di collegare e unire, queste tecnologie hanno distrutto i legami tra persone perché quei legami necessitano di presenza e contatto fisico, linguaggio e calore del corpo, tempo, condivisione di spazi e di esperienze… insomma, i legami tra esseri umani hanno bisogno di tutto quello che Internet, un telefonino e i cosiddetti social media (ancora senza ironia) non possono dare.  

C’è chi trae profitto dalla frammentazione, chi si arricchisce e aumenta il suo potere, economico e politico, grazie all’atomizzazione della società. Mentre gli altri, la stragrande maggioranza, quasi la totalità degli esseri umani, sono ora isolati e soli, impauriti davanti a uno schermo elettronico, sottoposti continuamente alla propaganda e distratti da un intrattenimento non-stop. 

E tuttavia l’essere nell’essere umano, la sua anima, il Dio dentro, è ancora lì, dove è sempre stato dall’inizio dei tempi. Nel suo cuore. Di qui il conflitto. 

Da una parte, questa società insana, costruita sulla frammentazione, sulla competizione e sull’etica del profitto. L’essere umano ridotto a atomo, a consumatore, avverte, sente che qualcosa manca. La percezione non è ancora stata distrutta completamente. Più compra, più consuma prodotti, idee, filosofie e stili di vita, più si sente impotente, isolato, solo, impaurito, frustrato, arrabbiato. Il vuoto dentro diventa voragine, che non si colma nonostante il lavoro, la carriera, il sesso, l’alcol, le droghe, le pillole contro la depressione e il dolore dell’anima. 

La coscienza, anche quando è intrappolata nell’identificazione con la mente e le emozioni e diventa ego, rimane coscienza, anche se incosciente. E la Vita, questo mistero fuori dalla comprensione della mente, continua a presentarci quello di cui abbiamo bisogno, come individui e come collettività, per il risveglio della coscienza. 

La mente, che si rifiuta di accettare che Tutto è uno, che continua a frammentare e proiettare la sua realtà egoica nel mondo, diventa così il solo, unico, vero nemico dell’essere umano. L’incoscienza collettiva, l’unica fonte del male su questo pianeta. 

I nostri figli, i nostri ragazzi e anche noi adulti, non abbiamo bisogno di social media, dell’ultimo modello di smart phone, dell’intelligenza artificiale (un ossimoro blasfemo) o del 5G. 

L’umanità ha invece un urgente bisogno di guardarsi allo specchio e il solo modo per farlo è smettere di pensare e iniziare a meditare. Perché solo così possiamo tornare esseri sani e salvare la Vita su questo meraviglioso pianeta.

P.S. Leggi anche Meditazione maggese: La mente che mente

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