L’Italia non è un paese per giovani. E nemmeno per vecchi.

da | 1 Mag 2020 | notizie | 0 commenti

Da Repubblica. Italia terra di record. In Europa siamo gli ultimi per occupati giovanili e i primi per “neet”, ovvero ragazzi scoraggiati che non studiano e non lavorano (meglio di noi anche Grecia, Bulgaria, Romania). Non solo: nonostante un miglioramento degli ultimi anni, il gap tra Italia e Ue è ancora molto alto per abbandono scolastico (siamo 3 punti sopra la media) e percentuale di laureati (siamo sotto di addirittura 14 punti). Insomma, il nostro continua a non essere un Paese per giovani. La conseguenza? Oltre 320mila ragazzi e ragazze (20-34 anni) hanno lasciato l’Italia tra il 2009 e il 2018, molti dei quali senza prospettiva di ritorno.

320 mila? Se si prendono per buoni i numeri forniti dall’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Ma nemmeno il Consolato italiano qui a Londra prende quei numeri seriamente. Da un articolo su Repubblica del 12 Marzo 2019:

Sono – anzi siamo – 350 mila i nostri connazionali qui [UK] residenti iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, ma il Consolato d’Italia a Londra calcola che per ogni iscritto ci sia un altro italiano che non si è ancora iscritto, o perché arrivato da poco o per pigrizia o per incertezza sul futuro, sebbene secondo la legge l’iscrizione sia obbligatoria entro un anno dal trasferimento in un altro paese.

E anche le stime del Consolato sono, a parere di chi scrive, una sottostima.

Ma il giornalista di Repubblica ha ragione; l’Italia non è un paese per giovani. E viste le recenti stragi nelle case di riposo, neppure per vecchi.

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