L’egemonia culturale nella società tecnologica

da | 4 Mag 2020 | in evidenza, meditazioni, notizie, opinioni | 0 commenti

Google e YouTube; Apple; Facebook, Instagram e WhatsApp; Twitter; Amazon; Microsoft; Samsung; Sony; Alibaba; Netflix… le grandi compagnie della tecnologia.

Molte di loro sono diventate le più grandi multinazionali al mondo, con bilanci e profitti più grandi di tanti Stati. Il loro business si espande e varia ma tutti questi Leviathan e Behemoth competono per l’egemonia, culturale prima ancora che economica e politica. Cioè per colonizzare la tua mente, caro lettore o cara lettrice.

Già Gramsci spiegava l’egemonia culturale. Qui Wikipedia ne dà un buon sunto:

Il dominio di una società culturalmente diversificata da parte della classe dominante che manipola la cultura di quella società – credenze e spiegazioni, percezioni, valori e costumi – in modo che la visione del mondo imposta e dominante diventi accettata norma culturale; l’ideologia dominante universalmente valida, che giustifica lo status quo sociale, politico ed economico come naturale e inevitabile, perpetuo e benefico per ogni classe sociale, piuttosto che come costrutti sociali artificiali che avvantaggiano solo la classe dominante.

Basta guardare la TV, leggere i giornali o navigare su Internet per accorgersi di quanto Gramsci avesse colto nel segno. Oggi, la nostra società tecnologica e dell’informazione in realtà è una prigione che impone conformismo e omologazione attraverso quell’egemonia culturale di cui parlava Gramsci. Una delle menti più lucide che l’Italia abbia mai avuto e che pagò con il carcere e la morte la sua onestà intellettuale.

Ma torniamo alle Big Tech, come il giornalismo anglosassone supinamente chiama questi mostri moderni.

Anche in Italia, i mezzi di propaganda (pardon, d’informazione) e gli intellettuali di regime sono spesso euforici e comunque positivi e compiacenti quando parlano di queste multinazionali, quasi sempre americane. Il nuovo telefono Apple, che splendore! Il nuovo dispositivo Facebook, finalmente! Che fico il nuovo doodle di Google! Amazon apre tre centri cloud in Lombardia e l’italiano provinciale s’inorgoglisce. E ancora, Facebook, WhatsApp e YouTube in prima linea contro le “fake news”, era ora! Da ultimo Apple e Google che si uniscono per spiare i nostri spostamenti e i nostri contatti attraverso i telefonini con la scusa del coronavirus. Gli Stati ringraziano e i giornali continuano ad applaudire.

E che dire dei geni, degli eroi e degli dei dietro la tecnologia? Steve Jobs, l’insuperabile e, dopo la morte, santo subito. Bill Gates, da decenni la pinup di intere generazioni; il più ricco, il più bravo, il più intelligente e ora con la sua fondazione, il buon samaritano più famoso. E poi Zuckerberg di Facebook, un po’ scavezzacollo ma che sorriso! Jeff Bezos, il padrone e signore di Amazon, il Giove nell’Olimpo tecnologico, l’uomo più ricco del mondo che si è pappato anche il Washington Post.

Noi, poveri mortali, da quaggiù, passivamente, ammiriamo le gesta di questi eroi e di questi dei dell’era moderna. A volte distratti ma sempre con un pizzico d’invidia e ammirazione. E mentre noi ammiriamo rapiti ed estasiati, quelli, gli eroi e gli dei dell’Olimpo, si comprano la “democrazia”. Finanziano i politici candidati alla presidenza e ai parlamenti, esercitano pressioni su quei politici con le loro lobby, scrivono le leggi sul Capitale, sul lavoro e sulle tasse. E commerciano con le informazioni che noi, popolo bue sempre più rincoglionito, gli forniamo gratuitamente e con entusiasmo, correndo allegri a metterci le catene. Grazie all’egemonia culturale.

Quella stessa egemonia culturale che ci fa ignorare e dimenticare la violenza psicologica con cui questi giganti operano e si intromettono nelle nostre vite e si insidiano nelle nostre menti, anche in quelle dei bambini e dei ragazzi.

È sempre l’egemonia culturale che ci fa ignorare e dimenticare lo sfruttamento immorale e abominevole di milioni di esseri umani, gli schiavi del mondo, che hanno permesso a quegli eroi e a quegli dei di vivere nell’Olimpo. È ancora l’egemonia culturale che ci fa dimenticare e ignorare che sono questi Leviathan e questi Behemoth che continuano a sfruttare e distruggere le risorse naturali, violentando Madre Natura e condannando l’umanità e la Vita stessa su questo pianeta.

Un pensiero sobrio per questa sera, prima di tornare ad alienarsi su Internet o a guardare l’ennesima serie su Netflix, seduti, comodamente ma passivamente, sul divano di casa.

P.S. Leggi anche La tecnologia e l’involuzione della specie

Stampa fatta da: William Blake. Pubblicata da: John Linnell. Londra 1826. Tavola 16, numerata “15” sulla tavola; due mostri, Behemoth e Leviathan, rispettivamente a terra e in mare, sono racchiusi in un cerchio; sopra, Dio e due angeli alati proteggono Giobbe, sua moglie e tre uomini; Dio rivolge la loro attenzione ai mostri sottostanti; stelle sullo sfondo; bordi incisi con immagini e testo, la linea sotto il disegno inizia “Ecco adesso Behemoth …”. © The Trustees of the British Museum

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