L’America brucia e arrivano i pompieri

da | 1 Giu 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

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Il mondo (occidentale) sta guardando incredulo alla guerra civile che si sta combattendo nelle strade americane. La mente dell’Uomo Bianco riesce ancora a sorprendersi quando la violenza e l’ingiustizia non riescono più ad essere nascoste sotto il tappeto della propaganda e la realtà squarcia il velo dell’ipocrisia, costruito sapientemente dall’egemonia culturale dell’impero.

I pennivendoli e gli intellettuali a cottimo di stampo liberal, quelli sempre alla moda e sempre dalla parte giusta della Storia, parlano e scrivono e puntano il dito contro Trump. Come se il razzismo, la violenza e l’ingiustizia economica e sociale – endemici e strutturali negli Stati Uniti – non esistessero prima dell’imperatore pazzo, che ormai, anche a “sinistra”, è diventato una distrazione e impedisce un’analisi seria e razionale della realtà.

Sono gli stessi pennivendoli e gli stessi intellettuali a cottimo che battevano le mani a Obama mentre il presidente di Hope & Change prendeva ordini da Wall Street, continuava le guerre di Bush in Afghanistan ed Iraq, faceva strage di civili innocenti con i droni e mandava la NATO a bombardare la Libia. Ma Obama – a differenza di Trump – era cool e indossare una maglietta o una spilla con il ritratto del primo presidente nero faceva sentire bene l’ego di chi non ha né il tempo né il coraggio di guardare in faccia la verità ma è sempre pronto, con un cocktail in mano, a sputare sul popolo che ormai è diventato “populista”.

Ora che quelle immagini d’incendi e pugni chiusi stanno facendo il giro del mondo, le elité americane sono preoccupate; l’egemonia culturale dell’impero è minacciata. Arrivano i pompieri. I grandi network televisivi e i grandi giornali fanno da cassa di risonanza a politici importanti e agli immancabili servizi segreti che – sorpresa sorpresa – accusano la Russia di Putin per quello che sta accadendo negli Stati Uniti. Questo è quello che l’Occidente chiama, senza ombra d’ironia, “libera informazione”. 

Le teorie cospirazioniste approvate dal Ministero della Verità vengono rilanciate anche in Italia da Alan Friedman, il giornalista americano che ha trovato l’America in Italia e che, dopo una vita nel Belpaese, quando parla si fa ancora doppiare da Ollio. Ma in fondo è giusto così; viviamo tutti dentro una comica. Che però non fa ridere.  

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