L’allevatore di cani

da | 23 Apr 2020 | notizie, opinioni

Il presidente degli Stati Uniti si trova in difficoltà seria. Le critiche a come ha gestito dall’inizio la pandemia da Coronavirus, piovono da ogni dove. Il supporto della popolazione nei sondaggi continua a scendere. L’economia è in caduta libera. I morti ufficiali continuano a salire, più di duemila ogni giorno. Le bugie, le battute e gli spettacoli d’intrattenimento mediatico a cui aveva ormai abituato il mondo, non bastano più a distrarre l’opinione pubblica. Gli americani stanno aprendo gli occhi; ci voleva il Coronavirus per far capire a molti che Trump non è che un pericoloso ciarlatano. E per lo psicopatico della Casa Bianca (e sono alcuni tra i più importanti psichiatri americani a farne la diagnosi) la rielezione a novembre sembra sempre più un miraggio che inizia a evaporare.

Ecco allora che i toni si alzano. Contro l’Iran, il suo chiodo fisso. Contro la Cina, il nemico numero uno dell’impero americano. Contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpevole, secondo lo psicopatico che negava la serietà della pandemia fino a qualche settimana fa, di non aver fatto il dovuto in questa emergenza.

E mentre Trump continuava a sottostimare l’epidemia, a dire che l’influenza stagionale è più pericolosa, a denunciare gli oppositori politici e le “fake news” per aver montato una campagna contro di lui (nel mondo di Trump, come in quello di qualsiasi psicopatico narcisista, l’ego patologico percepisce e interpreta sempre tutto in modo personale), il suo governo si preparava ad affrontare l’emergenza. E la Reuters ce ne dà qui un piccolo sunto:

“Il 21 gennaio, il giorno in cui è stato segnalato il primo caso statunitense di coronavirus, il segretario del Dipartimento della sanità e dei servizi umani (ministro della salute) è apparso su Fox News per riportare le ultime notizie sulla malattia mentre devastava la Cina. Alex Azar, un avvocato 52enne ed ex dirigente dell’industria farmaceutica, ha assicurato agli americani che il governo degli Stati Uniti era pronto.

“Abbiamo sviluppato un test diagnostico presso il CDC (Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie), in modo da poter confermare se qualcuno ha questo virus”, ha detto Azar. “Diffonderemo tale diagnostica in tutto il paese in modo da poter effettuare test rapidi sul posto.”

Mentre il coronavirus a Wuhan, in Cina, era “potenzialmente serio”, Azar ha assicurato agli spettatori in America, “è una situazione per la quale abbiamo un playbook (sappiamo cosa fare)”

I commenti iniziali di Azar sono falliti su due fronti. Come molti funzionari statunitensi, dal presidente Donald Trump in giù, ha sottovalutato la gravità della pandemia. Ed ha anche sopravvalutato la preparazione della sua agenzia.

Come è ormai noto, due agenzie che Azar deve supervisionare nel suo ruolo di ministro della sanità, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie e la Food and Drug Administration (agenzia per il controllo su cibo e medicinali) non hanno messo a punto test diagnostici (i famosi tamponi) per cinque settimane e mezzo, anche se altri paesi e l’Organizzazione mondiale della sanità avevano già preparato i loro mezzi diagnostici.

Poco dopo i suoi commenti televisivi, Azar ha nominato un aiutante di fiducia con un’esperienza minima di salute pubblica per guidare la risposta quotidiana del ministero al COVID-19. L’aiutante, Brian Harrison, era entrato al ministero della salute dopo aver gestito un’azienda di allevamento di cani per sei anni. Cinque fonti affermano che alcuni funzionari della Casa Bianca lo chiamarono con derisione, “l’allevatore di cani”.

In molti ora, sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo, hanno smesso di ridere. Il simpatico Donald non è più così divertente. E con uno psicopatico narcisista diagnosticato che hanno lasciato sedere sulla poltrona più potente al mondo, con l’autorità di iniziare una guerra nucleare e in un anno di elezioni presidenziali, cosa mai potrebbe andare storto?

0 commenti