La Repubblica e la Repubblica

da | 24 Apr 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

La Repubblica. Res Publica. La Cosa Pubblica. Cioè della comunità. Cioè noi, i cittadini. È quella della Costituzione italiana, “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Da non confondersi con la Repubblica, quella fondata da Eugenio Scalfari. Questa si scrive Repubblica ma si legge Oligarchia plutocratica. Cioè dei ricchi. Ma quelli veri. I padroni. Cioè non Res Publica, Cosa Pubblica ma Cosa Nostra, cioè loro, dei padroni.

“Il Consiglio di amministrazione del Gruppo Editoriale Gedi ha nominato Maurizio Molinari direttore di Repubblica in sostituzione di Carlo Verdelli. Lo comunica una nota della società diffusa al termine del Consiglio, che si è riunito a seguito del perfezionamento della vendita delle azioni di Cir da parte di Exor. Il Consiglio ha nominato John Elkann presidente ecc. ecc. ecc.”

I giochi di potere delle élite, con il solito carosello delle poltrone. John Elkann, l’erede del fu Re Gianni Agnelli. Ora a capo dell’impero che fu quella FIAT che il popolo italiano, attraverso favori e sovvenzioni dello Stato, ne pagò diverse volte il prezzo di mercato ma la cui proprietà rimase e rimane nelle mani dei lorsignori.

E i mezzi di propaganda, si sa, devono essere affidati a mani sicure. E non c’erano mani più sicure di quelle del nuovo direttore di Repubblica, Maurizio Molinari. Che partecipò alla riunione del gruppo Bilderberg del 2017 in qualità di direttore del quotidiano La Stampa. Di proprietà, manco a dirlo, degli stessi lorsignori.

E come in tutti i teatrini, anche in questo non poteva mancare la finta indignazione dei giornalisti di Repubblica che, per salvare la faccia e mantenere le apparenze, hanno indetto una giornata di sciopero. Come quei moralisti che frequentavano i bordelli dal lunedì al sabato, per poi, alla domenica, prendere la comunione in chiesa e farsi il segno della croce.

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