La folle competizione per il vaccino contro il Covid-19

da | 19 Mag 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

12 Big Pharma Stats That Will Blow You Away | The Motley Fool

Il vaccino di Oxford è sulla bocca di tutti. Le TV e i giornali ne parlano, i governi occidentali pretendono di aver già prenotato milioni di dosi, gli scienziati-soubrette sorridono alle telecamere, loro si che sanno di che parlano. Poi arriva il guastafeste. 

William Haseltine, un ex professore della Harvard Medical School che ha aiutato a sperimentare i primi trattamenti per l’HIV/AIDS, qualche giorno fa ha scritto su Forbes:

“Il giorno dopo che i dati del produttore di vaccini Sinovac hanno mostrato una protezione completa delle scimmie rhesus da parte del loro candidato al vaccino (particelle di virus SARS-CoV-2 completamente inattivate), gli scienziati del Jenner Institute di Oxford hanno pubblicato un comunicato stampa che annunciava che il loro vaccino (un adenovirus vaccino a base di vettori che trasporta la proteina spike SARS-CoV-2) funziona per proteggere le scimmie rhesus e che si stavano muovendo in avanti con studi su larga scala sulla sicurezza umana. Al momento, i dati di prova non erano disponibili. Ora lo sono, sotto forma di una prestampa BioRxiv del 13 maggio. I dati supportano quanto hanno dichiarato? Non proprio. Tutte le scimmie vaccinate trattate con il vaccino di Oxford sono state infettate quando sfidate, come giudicato dal recupero dell’RNA genomico virale dalle secrezioni nasali. Non vi era alcuna differenza nella quantità di RNA virale rilevata da questo sito nelle scimmie vaccinate rispetto agli animali non vaccinati. Vale a dire, tutti gli animali vaccinati erano infetti.” Conclude Haseltine, “Sappiamo quale sia la risposta pubblica al gruppo di Oxford e ai suoi collaboratori. Procedere a tutta velocità verso la fase sicurezza umana, quindi alla fase prove di efficacia. Il tempo dirà se questo è l’approccio migliore. Non ci scommetterei.

Ricordiamo che il “vaccino di Oxford” coinvolge anche l’Italia. L’Istituto Jenner di Oxford ha infatti siglato un accordo con Advent srl – una società del gruppo IRBM di Pomezia – per sviluppare un nuovo vaccino contro il coronavirus.

La competizione folle per arrivare al vaccino tra multinazionali, paesi e blocchi geopolitici, ci sta da mesi vendendo bufale pericolose. Il Los Angeles Times pubblica oggi un editoriale, dal titolo, “Favorire la velocità sulla sicurezza nella ricerca di un vaccino contro il coronavirus è una ricetta per il disastro”.

Gli esperti e gli addetti ai lavori hanno ripetutamente avvertito che non è scontato arrivare ad un vaccino e sicuramente non nei tempi ridotti promessi dai venditori di fumo.

Ma intanto le multinazionali farmaceutiche mandano i loro comunicati stampa sensazionalistici alla “libera stampa”, la quale costruisce sensazionalisticamente articoli e servizi TV per i TG copiando da quei comunicati stampa sensazionalistici, a volte parola per parola. I governi si muovono, fiumi di denaro scorrono e le azioni di quelle multinazionali salgono in borsa. Sono poi quelle stesse multinazionali farmaceutiche che piazzano pubblicità per i loro prodotti su quegli stessi giornali e televisioni. Una situazione win-win come dicono in inglese. Vincono tutti. Vincono le multinazionali farmaceutiche. E vincono gli editori di giornali e televisioni. A spese del popolo bue, naturalmente. Ma questo è un assioma dell’etica del profitto.

Il professor Karol Sikora, ex direttore del Programma sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha rivelato che il coronavirus “potrebbe bruciarsi naturalmente” prima che venga sviluppato un vaccino. Lo scenario peggiore per Big Pharma. Perché, teniamolo sempre a mente, la Vita non ha alcun valore per l’etica del profitto che muove questa società insana in cui viviamo.  

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