La Coca Cola, la scuola e i libri di testo

da | 28 Apr 2020 | in evidenza, meditazioni, opinioni | 0 commenti

Fin dalla scuola elementare, i bambini leggono la storia sui libri di testo. Passano gli anni. I bambini, ora ragazzi e poi giovani uomini e giovani donne, continuano a leggere date, luoghi e nomi della storia, la nostra storia, sui libri di testo che, come quella storia, diventano sempre più pesanti. E incomprensibili.

Come con la cronaca di TV e giornali infatti, anche con la storia, più guardi, più leggi e meno comprendi. Generazione dopo generazione, milioni di uomini e donne escono dalle scuole e dalle università con una lista di luoghi, date e nomi in testa. Da Cleopatra, Cesare, e Vercingetorige a Carlo Magno, Innocenzo III e Bonifacio VIII. E poi Colombo, Napoleone e Churchill. E le guerre. Una lista infinita di date e luoghi. Quanto tempo prezioso sprecato su quei libri. Quanti meravigliosi neuroni, l’apice di milioni d’anni d’evoluzione su questo pianeta, consumati per memorizzare ombre che esistono solo nella memoria dei morti.

Eppure un senso ce l’ha. Anno dopo anno, generazione dopo generazione, la scuola produce un esercito di menti omologate e conformiste. Donne e uomini pronti a prendere il loro posto, già assegnato, negli ingranaggi di una società che è disegnata per fare di queste meravigliose creature, gli esseri umani, degli automi di una macchina che produce sofferenza, dolore, distruzione e morte.

Perché è questa la realtà vera, senza filtri e interpretazioni, della storia che ci ostiniamo a ripetere. Non perché non la conosciamo, come stupidamente ripetono i moralisti. Al contrario. Perché ci ostiniamo a vivere il presente, l’unica cosa reale, vera, attraverso la conoscenza, che è passato.

Se facciamo fatica a vedere e a capire, è a causa di tutti quegli anni dilapidati a leggere nomi e date su quei libri di testo. Sempre approvati dall’autorità dello Stato. L’invenzione più nefasta nella storia di questo pianeta.

Perché non sarebbe possibile tenere i popoli in schiavitù senza un lungo lavaggio del cervello. Quella propaganda che inizia proprio nelle scuole e su quei libri di storia.

Per esempio, Churchill. L’eroe della seconda guerra mondiale. Il suo busto è esposto nell’Ufficio Ovale, la stanza dentro la Casa Bianca dove oggi siede uno psicopatico. Churchill, il cui nome viene fatto ogni volta che qualche leader nel mondo ha bisogno di spingere sull’acceleratore della retorica. Ma quei libri di testo non dicono ai ragazzi che l’uomo Churchill, non il mito, non l’idolo che ne è stato fatto, era in realtà uno spregevole razzista, un criminale di guerra che usò armi chimiche su civili inermi e un grande ammiratore di Mussolini e Hitler.

Per esempio, l’IBM. La grande multinazionale di computer e informatica. Sui libri di testo di storia non c’è scritto che era l’IBM ad aiutare i nazisti con la catalogazione dei prigionieri nei campi di concentramento. La famosa IBM infatti produceva e riforniva i nazisti con le schede e le macchine studiate apposta per l’ordinato svolgimento di quello che accadeva a Dachau ed Auschwitz.

Per esempio, la Coca Cola. Durante la seconda guerra mondiale, la compagnia americana più famosa del mondo non poteva farsi vedere che riforniva il nemico. E così nacque la Fanta. La Coca Cola per il mercato tedesco. Il nemico, ma non il nemico delle multinazionali. Pecunia non olet. L’avete letto sui libri di storia?

Per esempio, Cristoforo Colombo. Il grande navigatore che “scoprì l’America”. Quante pagine sui libri di testo per celebrare l’eroe che ebbe un ruolo di primo piano in uno dei più vergognosi e ignorati genocidi nella storia dell’umanità.

E si potrebbero scrivere biblioteche intere su quello che i libri di testo non dicono agli studenti, dalle elementari alle università. Che sono i mattatoi, dove, con la scusa del sapere di massa, continuiamo a mandare al macello le nuove generazioni, per farne un esercito di conformisti. Splendide giovani menti, fresche e vivaci, vengono castrate e omologate per creare gli automi condannati a ripetere la follia della storia.

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