La classe dei leccaculo

da | 14 Apr 2020 | in evidenza, opinioni | 0 commenti

In inglese si dice brown-nose. Viene riferito a chi si sporca il naso leccando il culo dei potenti di turno. Ne è pieno il mondo, ma i leccaculo più pericolosi e più nauseanti sono quelli che prostituiscono il loro intelletto per addomesticare il popolo.

In Gran Bretagna e perfino negli Stati Uniti anche i media di regime, la finta stampa libera, i pennivendoli della propaganda neoliberista, hanno iniziato a fare qualche domandina scomoda e – seppur timidamente – cercano di mettere il potere politico davanti ad alcune delle sue enormi responsabilità insanguinate.

Troppo poco e troppo tardi, sicuramente. Ma sempre meglio che in Italia, dove, a parte qualche rarissima, encomiabile eccezione, i pennivendoli e gli intellettuali a cottimo stanno superando sé stessi, nelle TV, pubbliche e private, e sui giornali, in uno spettacolo nauseabondo di censura, autocensura e servilismo intellettuale.

E più sono atroci le responsabilità del potere, più quegli intellettuali usano la loro visibilità e i loro megafoni per tenere addomesticato il popolo bue, per distrarlo dalle cose importanti e per sparare vuote e fumose banalità. Non c’è bisogno di fare nomi, la lista non finirebbe più. Un esercito di pecoroni, che più parlano meno si capisce, accecati dalla vanità e dall’avidità.

Non è stato sempre così in Italia. I giovani non lo sanno ma bisogna dirglielo. C’era una volta un’altra Italia, dove l’intellettuale che parlava, scriveva, cantava o girava film lo faceva con il cuore al posto giusto. Poi il Neoliberismo ha mandato in pensione e ha fatto dimenticare i tanti, veri patrioti italiani, i Pasolini, i De Andrè, i Dario Fo, gli Eduardo De Filippo, i Pazienza, i Sergio Leone, i Rino Gaetano e prima di loro i Montale, i Calamandrei, i Gobetti, i Gramsci, i Rosselli, gli Spinelli… (l’elenco è nobile e lunghissimo) e quei pochi giornalisti scomodi che c’erano ancora rimasti. E con l’aiuto delle tv berlusconiane quel Neoliberismo ha rincoglionito la popolazione con i Quiz, le tette e i culi delle veline, l’avanspettacolo dei talk show e siamo stati sommersi dai tanti, troppi pennivendoli e intellettuali a cottimo, sempre alla moda, che si vendono al miglior offerente, in un disgustoso mercato delle vacche.

E ora il popolo italiano, rincoglionito, tradito e tramortito, si ritrova abbandonato a sé stesso. Sommerso dalla merda di questa classe di leccaculo che scrivono, parlano, predicano e moralizzano tutti i giorni su Repubblica, il Corriere della Sera e i TG123456789…

Ora che ci aspetta una crisi economica mondiale mai vista, decine di milioni di disoccupati che non avranno di che sfamare le famiglie e con i pericoli che questo tsunami planetario comporta, dall’instaurarsi di regimi autoritari anche in Occidente fino alla minaccia di conflitti e guerre nucleari, non aspettatevi che questi pennivendoli e intellettuali a cottimo capiscano finalmente le loro responsabilità. Come ha scritto Upton Sinclair, uno scrittore americano vissuto tra l’800 e il ‘900, “È difficile indurre un uomo a capire qualcosa, quando il suo stipendio dipende dal fatto che non lo capisca”.

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