Il virus della dittatura globale

da | 23 Apr 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

Dalla pandemia alla dittatura globale, il passo è breve. Le Nazioni Unite o quel che ne rimane, cercano di mettere in guardia; i governi stanno usando l’emergenza sanitaria per reprimere i diritti umani.

“Il virus sta avendo un impatto sproporzionato su alcune comunità attraverso l’aumento di discorsi d’odio, la presa di mira di gruppi vulnerabili e i rischi di risposte di sicurezza a mani pesanti che minano la risposta sanitaria”, ha detto il Segretario Generale dell’ONU António Guterres.

Il rischio per una dittatura globale arriva anche dalla tecnologia. Continua Guterres, “il potenziale di abuso è elevato: ciò che è giustificato durante un’emergenza ora può essere normalizzato una volta superata la crisi.”

“Senza adeguate garanzie, queste potenti tecnologie possono causare discriminazioni, essere invadenti e violare la privacy o possono essere utilizzate contro persone o gruppi per scopi che vanno ben oltre la risposta pandemica”.

Da quando nell’ormai lontano 2003 gli Stati Uniti invasero l’Iraq, il diritto internazionale – che già prima non godeva certo di buona salute – è ufficialmente morto e sepolto e i rapporti tra nazioni ora si ispirano sempre più alla legge della giungla.

La guerra al terrorismo non è stato altro che la scusa ufficiale per gli Stati di perseguire la propria agenda. Dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Turchia a Israele, non c’è Stato che non abbia approfittato della cosiddetta guerra al terrorismo per reprimere sempre più gli spazi di libertà e democrazia dei suoi cittadini. E in molti paesi, torture, assassinii extragiudiziali, assalto ai diritti umani, civili, sociali e politici di intere categorie di persone. Le carceri sono ovunque affollate, quasi sempre dai cittadini più poveri e da chi dissente. E anche in Occidente, che si pavoneggia come la terra della libertà e della democrazia, ci sono prigionieri politici.

Perché purtroppo siamo in troppi ad aver dimenticato una semplice verità. Dove il popolo teme il governo, hai la tirannia. Dove il governo teme il popolo, hai la libertà.

E faremmo tutti bene ad ascoltare le parole di un vecchio saggio, Noam Chomsky, che qualche giorno fa, parlando a proposito delle conseguenze di questa pandemia, ci ha ricordato, “Dobbiamo tenere presente che gli stati brutalmente e altamente autoritari sono del tutto compatibili con il neoliberismo”.

Meditate, gente. Meditate!

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