Il giornalismo in Italia, tra fascismo e omertà

da | 25 Apr 2020 | in evidenza, opinioni | 0 commenti

Il giorno pare appropriato. Mentre i pennivendoli di tv e giornali, gli intellettuali di regime per eccellenza, celebrano la Liberazione dal Nazi-fascismo, due parole sulla categoria che forse più di ogni altra continua ad affogare nella dissonanza cognitiva.

L’Italia è l’unico paese, forse al mondo, sicuramente in Occidente, ad avere un albo dei giornalisti. E un Ordine, che gestisce quell’albo. Se non ci si iscrive all’albo, previo esame e dopo genuflessioni e leccate varie, tanto per imparare il mestiere, non si può esercitare, per legge, la professione di giornalista.

Fu il Regime fascista ad instaurare per la prima volta in Italia l’albo dei giornalisti. E fu uno dei primissimi atti di quel regime.

Ecco allora questi poveretti, intellettuali confusi, che celebrano in tv e sui giornali la fine del Fascismo mentre continuano ad essere iscritti all’albo fascista dei giornalisti. Dissonanza cognitiva, appunto. E di prima classe.

Da anni si cerca di abolire questo obbrobrio tutto italiano. Ma niente. I governi vengono e vanno. I partiti pure. Ma l’albo e l’ordine dei giornalisti, quelli sono sempre lì. Ben saldi nel cuore del potere. Beppe Grillo raccolse addirittura le firme per cancellare questa vergogna nazionale. Ma passato il V-Day e una volta al potere, anche il M5S si è accasato, confortevolmente, nel Palazzo. Una tra le tante promesse tradite dal M5S. Si sa, il potere logora.

I giornalisti italiani sono come gli scarafaggi, sopravvivono anche agli attacchi nucleari.

Ecco allora Lilly Gruber, la sciantosa della tv italiana. Elegante, impeccabile. Dalla RAI al Parlamento Europeo e ora a La7. Che donna! Che giornalista! È stata invitata per ben due volte a prendere parte alle riunioni del gruppo Bilderberg. Nel 2012 negli Stati Uniti e nel 2013 fu addirittura l’unica giornalista a partecipare alla riunione del notorio gruppo di benefattori in Inghilterra. Chapeau, Lilly!

Ecco Enrico Mentana. La stella cometa che mai tramonta sui cieli italiani. Quando Craxi regnava e rubava, Mentana era vicedirettore del craxiano TG2. Scappato Craxi ad Hammamet, il suo sodale, Berlusconi, scese in campo e il nostro integerrimo giornalista passò a Canale 5 per dirigere il TG più seguito delle tv berlusconiane. Ma anche i Cavalieri perdono i cavalli, forse sfiniti dai troppi Bunga Bunga. E gli scudieri più scaltri sono svelti a passare alle nuove scuderie. Negli ultimi anni, il simpatico Mentana lo troviamo a dirigere il TG7, di quel Cairo che possiede anche il gioiello della carta stampata, il Corriere della Sera, il giornale sempre al centro del potere economico e finanziario in Italia. Chapeau anche a te, Enrico!

Qualche anno fa ebbi occasione di scrivere un breve articolo su Furio Colombo, il giornalista, il politico, l’uomo di fiducia della famiglia Agnelli. Sono passati dieci anni dal mio articolo ma se avete due minuti vi consiglio di cliccare il link qui sotto e leggerlo. Illuminante sul giornalismo italiano, ieri come oggi.

Furio Colombo e “l’atteggiamento omertoso della corporazione giornalistica italiana”

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