Hasbara e Chutzpah. La propaganda israeliana sui mezzi d’informazione italiani

da | 22 Mag 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

There is no end to Israel’s lies to justify its atrocities ...

Hasbara, l’eufemismo della “diplomazia dell’informazione” (propaganda) del governo israeliano. I mezzi d’informazione occidentali ne sono pieni. Il conflitto mediorientale si combatte soprattutto nei cuori e nelle menti dell’opinione pubblica dei paesi occidentali, a cominciare dagli Stati Uniti, dove tutti i governi degli ultimi cinquant’anni si sono piegati alla lobby israeliana.

In Italia, non va affatto meglio. Ogni volta che in TV o sui giornali si parla di Israele e Palestina, la narrativa è sempre quella di un conflitto tra “l’unica democrazia nella regione” (Israele) e i palestinesi, un popolo che viene descritto, esplicitamente o per insinuazioni, di disperati e terroristi. Se il governo israeliano usa la violenza, è sempre come reazione, la risposta alla violenza palestinese. Ecco allora giornalisti, politici, ministri e capi di stato e di governo ripetere il mantra, “Israele ha diritto a difendersi”. E così l’opinione pubblica, più legge e più guarda le notizie e meno capisce. 

Israele ha finalmente un nuovo governo, la cui priorità è quella di continuare il lavoro di annessione dei territori palestinesi ed estendere la giurisdizione dello Stato ebraico a quei territori. 

Qualche giorno fa, congratulandosi col nuovo governo di Tel Aviv, l’Unione Europea ha ribadito, tra timidezze e paure di non offendere l’alleato israeliano, il diritto internazionale: “l’Ue e i suoi Stati membri non riconosceranno alcuna modifica delle frontiere del 1967 se non concordata da israeliani e palestinesi”. In altre parole, le colonie israeliane sui territori palestinesi sono illegali. Non perché lo dice l’Unione Europea ma perché ce lo dice il diritto internazionale. Israele ha risposto accusando l’Unione Europea di “diplomazia del megafono”.  

Ieri l’altro, in risposta alla politica illegale di Israele e Stati Uniti, l’Autorità Nazionale Palestinese, tradita e abbandonata dalla cosiddetta comunità internazionale, ha annunciato di ritirarsi da tutti gli accordi con Israele e gli Stati Uniti. 

Questi sono i fatti. Poi ci sono i commenti e la propaganda dei mezzi d’informazione che, anche in Italia, aiutano il governo israeliano a vendere la sua propaganda all’opinione pubblica occidentale. 

Sul Fatto Quotidiano, per esempio, Claudia De Martino, “ricercatrice ed esperta di questioni mediorientali”, firma un articolo sul Blog di Unimed, il Centro Studi Unione delle Università del Mediterraneo. A leggerlo si rimane basiti. 

De Martino, dopo aver ritirato fuori la conferenza di San Remo del 1920 (un cavallo di battaglia della propaganda israeliana), scrive:

“Tra tutte spicca l’annessione di fatto di Gerusalemme est nel 1967, poi ufficializzata 13 anni dopo (1980), che sollevò un coro di proteste da parte della comunità internazionale e in sede Onu, ma senza sfociare in alcuna risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza Onu contro Israele.”

Ma le cose stanno davvero così?

Da Wikipedia :

La risoluzione 242 (S / RES / 242) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite fu adottata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 22 novembre 1967, all’indomani della guerra dei sei giorni. (…) Il preambolo si riferisce all ‘“inammissibilità dell’acquisizione di territorio a mezzo della guerra e alla necessità di lavorare per una pace giusta e duratura in Medio Oriente in cui tutti gli Stati della zona possano vivere in sicurezza”.

La Risoluzione 242 prevede, tra l’altro:

il ritiro delle forze armate israeliane dai territori occupati nel recente conflitto;

Ancora, da Wikipedia:

La Risoluzione 446 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 22 marzo 1979, riguardava la questione degli insediamenti israeliani nei “territori arabi occupati da Israele dal 1967, compresa Gerusalemme“. Ciò si riferisce ai territori palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme est e della Striscia di Gaza, nonché alle alture del Golan siriane.

Nella Risoluzione, il Consiglio di sicurezza ha stabilito: “che la politica e le pratiche di Israele nello stabilire insediamenti nei territori palestinesi e arabi occupati dal 1967 non hanno validità legale e costituiscono un grave ostacolo al raggiungimento di una pace globale, giusta e duratura nel Medio Oriente”

La risoluzione è stata adottata con 12 voti contrari e 3 astensioni dalla Norvegia, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti d’America. 

Tra l’altro, la Risoluzione 446:

Deplora fermamente il mancato rispetto da parte di Israele delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza 237 (1967) del 14 giugno 1967, 252 (1968) del 21 maggio 1968 e 298 (1971) del 25 settembre 1971 e la dichiarazione di consenso del presidente del Consiglio di sicurezza del 11 novembre 1976 2 / e risoluzioni dell’Assemblea generale 2253 (ES-V) e 2254 (ES-V) del 4 e 14 luglio 1967, 32/5 del 28 ottobre 1977 e 33/113 del 18 dicembre 1978;

Risoluzione delle Nazioni Unite dopo Risoluzione delle Nazioni Unite, arriviamo al 2016. Sempre da Wikipedia:

La risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata adottata il 23 dicembre 2016. Riguarda gli insediamenti israeliani nei “territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme est”. La risoluzione è stata approvata con un voto di 14-0 dai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC). Quattro membri con potere di veto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Cina, Francia, Russia e Regno Unito, hanno votato a favore della risoluzione, ma gli Stati Uniti si sono astenuti.

La risoluzione afferma che l’attività di insediamento di Israele costituisce una “flagrante violazione” del diritto internazionale e non ha “alcuna validità legale”. Richiede che Israele interrompa tale attività e adempia ai suoi obblighi in quanto potenza occupante ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra.

È stata la prima risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad essere approvata per quanto riguarda Israele e i territori della Palestina dalla risoluzione 1860 nel 2009 e la prima ad affrontare la questione degli insediamenti israeliani con tale specificità dalla risoluzione 465 del 1980. Sebbene la risoluzione non includesse alcuna sanzione o misura coercitiva ed è stata adottata ai sensi del capitolo VI non vincolante della Carta delle Nazioni Unite, il quotidiano israeliano Haaretz ha dichiarato che “potrebbe avere gravi conseguenze per Israele in generale e in particolare per l’impresa di insediamento” nel medio-lungo termine.

Ancora da Wikipedia:

La comunità internazionale considera illegale l’istituzione di insediamenti israeliani nei territori occupati da Israele su una delle due basi: che violano l’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra o che violano le dichiarazioni internazionali. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Comitato internazionale della Croce rossa, la Corte internazionale di giustizia e le Alte parti contraenti della Convenzione hanno tutti affermato che la Quarta Convenzione di Ginevra si applica agli insediamenti israeliani.

Qui troverete la lista completa delle Risoluzioni delle Nazioni Unite, sia dell’Assemblea Generale sia del Consiglio di Sicurezza, dove purtroppo gli Stati Uniti possono ancora esercitare il loro anacronistico potere di veto contro ogni risoluzione che non sia gradita al governo israeliano. 

Concludendo, non ci sono dubbi che sia l’occupazione israeliana dei territori palestinesi sia le colonie israeliane in quei territori sono ILLEGALI per il diritto internazionale. Questo dovrebbe essere sempre il punto di partenza da cui muoversi, ogni volta ci si occupi di questo annoso conflitto. Ma l’opinione pubblica occidentale, anche italiana, viene deliberatamente lasciata nell’ignoranza, avvolta da una fitta coltre di nebbia a causa della propaganda dei governi e dei mezzi d’informazione cosiddetti “mainstream”.

È la guerra per la conquista delle menti e dei cuori dell’opinione pubblica occidentale. Hasbara, come la chiama il governo israeliano. Altri preferiscono usare un’altra parola. Chutzpah!   

P.S. Leggi anche Omaggio alla Palestina

P.P.S. Un’ottima lettura, dal sito di Paolo Barnard: COME ‘ASFALTARE’ CHI DIFENDE ISRAELE CON 10 AUTOREVOLI RISPOSTE.

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