È nato

da | 29 Apr 2020 | in evidenza, notizie, opinioni

Sano e salvo, per fortuna! Il figlio del primo ministro inglese. Piovono congratulazioni. Dai vescovi e dagli arcivescovi della Chiesa anglicana. Dai politici, di maggioranza e opposizione. Dagli immancabili pennivendoli. Il cinguettio su Tweeter è assordante. Tutti “elettrizzati per la meravigliosa notizia”.

Fozia Anif, una giovane donna di 29 anni appena compiuti. Morta per l’infezione da coronavirus sei giorni dopo aver dato alla luce, prematuramente, Ayan, il bambino che portava in grembo.

Salina Shaw, 37 anni. Ha dato alla luce la sua terza bambina il 7 Aprile. È morta a causa del coronavirus la domenica di Pasqua.

Mary Agyapong, 28 anni. Infermiera dell’NHS, il servizio sanitario nazionale. Morta sei giorni dopo che i medici sono riusciti a salvare, con un cesareo, la piccola Mary. Anche lei nata orfana a causa di precise scelte politiche.

L’austerità. Che vuol dire ospedali senza ventilatori, mascherine, grembiuli e con una carenza cronica e voluta di infermieri e dottori. Perché si vuole privatizzare la sanità pubblica, che fa gola agli appetiti insaziabili delle élite avide e fameliche.

Il fallimento assoluto nel limitare i danni della pandemia. Perché si è data la precedenza all’economia, cioè agli interessi di quelle élite.

Bambini che cresceranno senza la mamma. Senza il papà. Migliaia di esseri umani, uccisi, in Gran Bretagna come in Italia e nel resto del mondo, non dal virus. Ma dalla scelte politiche, volute, precise e puntuali di una classe politica a cui interessa solo la carriera e il conto in banca. Una classe politica senza scrupoli che ogni giorno, grazie ai mezzi di propaganda, mente e inganna i suoi elettori, per difendere i privilegi di una esigua élite che muove i fili del teatrino politico-mediatico.

E in questa continuazione di un Medioevo mai concluso, i vescovi, i baroni, i politici e i pennivendoli celebrano, elettrizzati, la meravigliosa notizia. È nato. Sano e salvo, per fortuna! E la buona novella viene usata, come tutto, come sempre, per distrarre l’opinione pubblica dalle responsabilità di papà Boris e di quella élite che oggi dà il benvenuto a un altro suo membro.

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