Dalla parte giusta della Storia

da | 22 Apr 2020 | in evidenza, opinioni | 0 commenti

Lo sanno tutti. La propaganda esiste solo nelle dittature. Noi, gli “occidentali”, siamo sempre ben informati, viviamo in società democratiche e nei conflitti internazionali stiamo sempre dalla parte giusta. Gli intellettuali e i politici di lingua inglese amano infatti parlare di “right side of History”, la parte giusta della Storia. La “nostra”, invariabilmente.

I critici, i dissidenti, sono ignorati, nel migliore dei casi. Ma non a tutti va così bene e Julian Assange in prigione e Edward Snowden in esilio stanno lì a dimostrarlo. Ma non provate a dire che anche in Occidente ci sono prigionieri politici. L’establishment, gli intellettuali di regime, i pennivendoli vi sommergeranno di insulti o di risate. O più semplicemente ignoreranno i fatti. Se non pensassero quello che pensano, se non vedessero il mondo come lo vedono, non farebbero parte dell’establishment, non sarebbero impiegati dai mezzi di propaganda che chiamiamo informazione.

Già nel primo secolo dopo Cristo, Tacito così vedeva e scriveva dell’impero romano, “Saccheggiare, massacrare, rubare, queste cose erroneamente chiamano impero; e dove fanno un deserto, lo chiamano pace.”

Duemila anni dopo, siamo ancora qui, a vivere e morire in mezzo alla propaganda di regime. E sempre dalla parte giusta della Storia.

E allora le cronache scrivono di un albergo a Cortina e uno stato degli Stati Uniti, il Missouri, che vogliono denunciare la Cina per la pandemia da Coronavirus. Di uno psicopatico diagnosticato che abita in una grande casa bianca che chiama il Coronavirus, il “virus cinese”. E i mezzi di propaganda (pardon, d’informazione) occidentali sono pieni di moralisti che, sempre dalla parte giusta della storia, puntano il dito contro il nemico di turno, l’impero del male da cui bisogna difendersi.

Sono gli stessi moralisti e gli stessi mezzi di propaganda (pardon, d’informazione) che ci hanno venduto tutte le guerre neo-coloniali degli ultimi vent’anni, dall’Afghanistan all’Iraq alla Libia alla guerra al terrorismo. In nome della Libertà e della Democrazia. Perché, lo sappiamo, noi siamo sempre dalla parte giusta della Storia.

Che il virus sia stato creato in laboratorio (come anche un Nobel ora ci dice) o che sia l’inevitabile conseguenza dell’avidità e della follia umana che abusa di Madre Natura e vuole sostituirsi a Dio, poco importa. Noi, gli “occidentali”, quelli che stanno invariabilmente dalla “parte giusta della storia”, lo sappiamo che la colpa di tutto è sempre dell’ “altro”. E più quell’ “altro” ha un colore di pelle diverso dal nostro, parla una lingua strana o ha una religione o usi e costumi diversi dai nostri e più è “altro”, cioè colpevole. I cinesi ora sono “gli altri”, i cattivi, i colpevoli, quelli che devono pagare. Perché se noi stiamo dalla parte giusta della Storia, c’è sempre chi deve stare dalla parte sbagliata.

Non importa che la Storia, quella vera e anche recente, sia una lista interminabile di orrori di cui la “nostra parte” ha le mani lorde del sangue di milioni di esseri umani innocenti. Noi, quelli che stanno sempre dalla parte giusta della storia, vediamo con estrema facilità le pagliuzze negli occhi degli altri. Ma le travi nei nostri, mai.

E allora le bombe atomiche sganciate in Giappone a guerra praticamente finita, solo per lanciare un avvertimento all’Unione Sovietica, non sono mai esplose. Le innumerevoli guerre, dalla Corea al Vietnam, dalla ex Yugoslavia all’Iraq alla Libia, mai accadute. Gli infiniti colpi di Stato che la “nostra parte” ha orchestrato e attuato in giro per il mondo per difendere i privilegi delle “nostre” élite avide e fameliche, mai avvenuti. Dove fanno un deserto , lo chiamano pace.

Ma torniamo alla pandemia. Che le autorità cinesi abbiano all’inizio nascosto e ritardato le informazioni, lo sanno anche i bambini. Si è subito saputo di medici che sono stati puniti per aver informato di cosa stava accadendo. Ma già a gennaio quelle informazioni erano di dominio pubblico. Il governo cinese a gennaio aveva già informato l’Organizzazione Mondiale della Sanità e questa già a gennaio aveva lanciato non uno ma una serie di allarmi rivolti ai governi di tutto il mondo. E cosa hanno fatto quei governi? Nulla. Tanto che sempre l’OMS ha continuato a lanciare allarmi e a criticare l’inattività dei governi, che hanno da subito messo l’economia davanti alla salute e alla vita dei propri cittadini.

Ora quei leader che non hanno agito, hanno bisogno di un capro espiatorio e di distrarre l’attenzione dei popoli dalle responsabilità dei loro governi, colpevoli di aver mandato i cittadini al macello per difendere gli interessi e i privilegi delle élite che manovrano il teatrino che chiamiamo le nostre democrazie.

Ma noi, gli “occidentali”, quelli che stanno sempre dalla parte giusta della Storia, leggiamo e ascoltiamo il tam tam quotidiano dei “nostri” mezzi di propaganda (pardon, d’informazione) e come automi reagiamo di conseguenza. Probabilmente non molto diversamente dai nostri fratelli cinesi, anche loro soggetti al tam tam dei “loro” mezzi di propaganda (pardon, d’informazione).

Ora, mentre tutti o quasi in Occidente stanno soffiando sul fuoco di una propaganda che sempre nella Storia precede e prepara quegli atti di follia estrema che sono le guerre, forse sarebbe utile ricordare a noi stessi, quelli che stanno sempre dalla parte giusta della Storia, che la realtà non è mai così bianca e nera come i mezzi di propaganda (pardon, d’informazione) dipingono nelle nostre menti.

Il 12 marzo di quest’anno per esempio, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, scriveva in un tweet, “Potrebbe essere stato l’esercito americano a portare l’epidemia a Wuhan”. Ed invitava il governo degli Stati Uniti ad essere trasparente sui dati e a pubblicare le informazioni riguardo ai primi casi di Coronavirus negli Stati Uniti. Bestemmia! Lo sanno tutti che noi stiamo sempre dalla parte giusta della Storia.

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