2020

da | 27 Mag 2020 | in evidenza, notizie, opinioni | 0 commenti

Nella società distopica descritta da George Orwell in 1984, ci sono il Ministero dell’Amore, il Ministero della Pace, il Ministero dell’Abbondanza e il Ministero della Verità. Le parole usate, lo sanno tutti (quelli che ancora leggono i libri, cioè pochi) hanno il significato opposto, in un mondo controllato dal Partito, il cui slogan è ‘War is peace. Freedom is slavery. Ignorance is strength.’ 

Mutatis mutandis, le cose oggi, 2020, non sono poi così diverse da allora, appena più complesse e sofisticate. Grazie alle Big Tech, le multinazionali della tecnologia, sono diventati realtà anche i sogni più proibiti delle menti perverse che, ieri come oggi, sognano il potere.

Apple e Google hanno annunciato che la loro app per tracciare i cittadini e i loro contatti “è da oggi nelle mani delle autorità sanitarie di tutto il mondo, con cui abbiamo lavorato e che decideranno come usarla”. 

Il COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) ha lanciato l’allarme sulle “fake news”. Che non è la propaganda di chi sta “dalla parte giusta della Storia” che ogni giorno viene partorita dall’intreccio tra politica, affari e informazione ma, secondo il COPASIR, i tentativi di regimi autocratici di minare le democrazie occidentali. [Per esempio, la propaganda ufficiale sulle inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, non rientra tra le “fake news”. Quella propaganda ha lo stampo ufficiale del Ministero della Verità e di quello della Pace.]   

In Francia, una volta il paese di Voltaire, i giornalisti hanno dovuto ricorrere alla magistratura per costringere il governo a chiudere il suo sito ufficiale sulle “fake news” che riguardavano il coronavirus.

La Francia è anche diventata il primo paese a richiedere pubblicamente che Apple e Google indeboliscano le protezioni della privacy sulla traccia dei contatti digitali, dopo che il suo governo ha ammesso che i suoi piani attuali non funzionerebbero senza modifiche ai sistemi operativi degli smartphone. [Macron passerà alla Storia come il presidente che ha definitivamente sepolto l’Illuminismo]

In Italia, il Fatto Quotidiano si è fatto promotore di una petizione per chiedere l’abrogazione del denaro contante e per obbligare la popolazione ad usare esclusivamente pagamenti elettronici. [Un altro sogno delle Big Tech e delle Fintech, il sistema finanziario tecnologico delle banche, vecchie e nuove. La via per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni ma i moralisti di oggi fanno finta di non saperlo.]

Sono solo alcune delle ultime notizie che dovrebbero far rabbrividire chiunque ami la libertà e capisca i pericoli mortali posti a quel che rimane della democrazia dalle multinazionali della tecnologia e dall’abuso del potere politico che la tecnologia oggi permette.  

Come ha scritto recentemente Naomi Klein, per le Big Tech “la pandemia è un’occasione d’oro per ricevere non solo la gratitudine, ma la deferenza e il potere che sentono sono stati ingiustamente negati”. 

È l’egemonia culturale dei nostri tempi. Quella stessa egemonia culturale che ci fa ignorare e dimenticare la violenza psicologica con cui questi giganti operano e si intromettono nelle nostre vite e si insidiano nelle nostre menti, anche in quelle dei bambini e dei ragazzi.   

Nei regimi totalitari, il potere controlla il popolo soprattutto attraverso l’uso della forza. Nei regimi più sofisticati, le cosiddette “democrazie”, come la nostra, la forza lascia spazio alla propaganda. La scuola, dalle elementari all’università, invece di aiutare i ragazzi a sviluppare individualità e senso critico, sforna degli automi, incapaci di pensare con la propria testa, soggetti che odiano la libertà, senza più immaginazione, oppressi e repressi dalla paura e dall’omologazione. I mezzi di propaganda poi finiscono il lavoro e controllano per il resto della vita la mente di questi esseri umani senza più l’Essere. Macchine, robot, massa di consumatori.  

La libertà, come cantava Gaber, è partecipazione. 

Partecipazione vuol dire, prima di tutto, rivendicare con consapevolezza e senza paura l’individualità di ogni essere umano. Perché è in quella individualità che abita il Sacro, la Coscienza.

Partecipazione vuol dire avere un’informazione libera e non asservita agli interessi economici e politici delle tante lobby che si muovono più o meno nell’ombra. Il contrario di quello che accade oggi, anche in Italia, purtroppo, dove gruppi industriali e finanziari, interessi di parte e lobby italiane e straniere ancora controllano in maniera rozza quello che i cittadini devono e possono sapere.

Partecipazione vuol dire avere spazi aperti e liberi di dialogo e confronto. Ma gli spazi di libera partecipazione oggi sono rari; i partiti politici sono da tempo diventati dei comitati d’affari, costruiti sul modello aziendale, privi di democrazia e rappresentanza mentre i sindacati hanno anch’essi da tempo smesso di essere uno dei motori dello sviluppo culturale e sociale del paese. 

Partecipazione vuol dire cooperazione di cittadini coscienti, esseri umani che capiscono il significato profondo del messaggio dei Saggi, antichi e moderni; Tutto È Uno. Invece oggi siamo costretti a vivere in una società profondamente insana, dove la competizione tra esseri incoscienti incoraggia l’avidità. Quell’avidità che si fa sistema anche grazie agli economisti “mainstream” che negli ultimi trent’anni hanno lucidato i peggiori impulsi degli esseri umani, teorizzando, insegnando e propagandando il neoliberismo, l’ultima ideologia rimasta. 

Già Erich Fromm, più di mezzo secolo fa, scriveva, “Un’economia sana è possibile solo a spese di esseri umani malsani”. E infatti le nostre società sane non sono e producono sociopatici. E più sociopatici sono, più hanno successo. 

“Si assume ingenuamente che il fatto che la maggior parte delle persone condivida determinate idee o sentimenti provi la validità di queste idee e sentimenti. Niente è più lontano dalla verità. La validazione consensuale in quanto tale non ha alcuna influenza sulla ragione o sulla salute mentale. Proprio come esiste una “folie a deux”, c’è una folie di milioni. Il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non rende questi vizi virtù, il fatto che condividano così tanti errori non fa che gli errori siano verità, e il fatto che milioni di persone condividano le stesse forme di patologia mentale non rende questa gente sana.” – Erich Fromm, The Sane Society

Ricordatevi di Fromm la prossima volta che leggete sui giornali o guardate in TV le “notizie”. E quando quei giornali e quelle TV vi “informeranno” sui cosiddetti leader, i personaggi potenti e famosi della politica e dell’economia, riflettete sulle parole di John Lennon:  “La nostra società è guidata da persone insane per insani obiettivi. Maniaci per fini maniacali.”

P.S. Leggi anche:

L’egemonia culturale nella società tecnologica

La tecnologia e l’involuzione della specie

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